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lunedì 10 luglio 2023

Come si fa in un giorno a costruire la vita? - Silvano Agosti

 da: Il discorso tipico dello schiavo.

«Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale “cultura” è di far credere che sia l’unica cultura, invece è semplicemente la peggiore.

Gli esempi sono nel cuore di ognuno, per esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni a settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare.
Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto e della macchinetta?

Mentre fino a ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso:
pensa a questi bastardi che mi stanno rubando l’unica vita che ho, perchè non ne avrò un altra, ho solo questa, e loro mi fanno andare a lavorare sei giorni a settimana e mi lasciano un miserabile giorno per fare cosa?
Come si fa in un giorno a costruire la vita?

Allora intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero, perchè sennò anche se un giorno la porta sarà aperta lui non vorrà uscire.
Deve sempre pensare con una coscienza perfetta:
questi stanno rubandomi la vita in cambio di 2 milioni e mezzo (vecchie lire) al mese bene che vada, mentre io sono un capolavoro il cui valore inenarrabile.
Non capisco perchè un quadro di Van Gogh debba valere 77 miliardi e un essere umano 2 milioni e mezzo al mese bene che vada.

Secondo me poi siccome c’è un parametro che… con le nuove tecnologie i profitti sono aumentati almeno 100 volte, l’orario di lavoro doveva diminuire almeno 10 volte, invece no, l’orario di lavoro è rimasto intatto.
Oggi so che mi stanno rubando il bene più prezioso che mi è stato dato dalla Natura.

Pensa alla cosa più bella che la Natura propone, che è quella di fare l’Amore, e immagina che tu vivi in un sistema politico economico e sociale dove le persone sono obbligate con quello che le sorveglia a fare l’amore 8 ore al giorno: sarebbe una vera tortura.
Quindi perchè non deve essere la stessa cosa per il Lavoro, che non è certamente più gradevole che fare l’Amore.

Per esempio il fatto che la gente vada a lavorare 6 giorni a settimana… certo ciò il mitra alla nuca lo faccio, perchè faccio il discorso: “Meglio leccare il pavimento o morire?”.
Meglio leccare il pavimento.
Ma quello che è orrendo in questa cultura è che “leccare il pavimento” è diventata addirittura un’aspirazione.
Capisci?
Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare 8 ore al giorno e deve essere pure grato a chi gli fa leccare il pavimento.
Capisci?
Tutto ciò è oggettivamente mostruoso.
Ma la dove la coscienza produce coscienza, tutto ciò è effettivamente mostruoso.

– Si vabbè ma ormai è irreversibile la situazione.
Si tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprime perchè è tipico dello schiavo.
Lo schiavo difende il padrone, mica lo combatte.
Perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede, quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.

Ma rispetto a quello che tu mi hai detto adesso, quando Galileo ha enunciato che era la Terra a girare intorno al Sole, ci sarà sicuramente stato qualcuno come te che gli avrà detto:
“Eh se…sono 22 secoli che tutti dicono che è il Sole che gira intorno mo arrivi te a dire questa stronzata!
Come farai a spiegarlo a tutti gli esseri umani?”
E lui: “Non è affar mio signori…”
“Allora guarda noi intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non è vero, così tutto torna nell’ordine delle cose”.
Hai capito?

Perché tutto l’Occidente vive in un’area di beneficio perchè sta rubando 8 decimi dei beni del resto del mondo.
Quindi non è che noi stiamo vivendo in un regime politico capace di darci la televisione, la macchina,…
No, è un sistema politico che sa rubare 8 decimi a tre quarti di mondo e che da un po’ di benessere a un quarto di mondo, che siamo noi.
Quindi Signori miei o ci si sveglia o si fa finta di dormire o bisogna accorgersi che siete tutti morti.»







mercoledì 3 maggio 2023

Siamo nati per rendere manifesta la gloria che c'è dentro di noi.


«La nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati.
La nostra più grande paura è di essere potenti al di là di ogni misura.
E' la nostra Luce non la nostra Oscurità che più ci spaventa.
Agire da piccolo uomo non aiuta il Mondo.
Non c'è nulla di illuminante nel richiudersi in se stessi, così che le persone intorno a noi si sentiranno insicure.
Noi siamo nati per rendere manifesta la gloria che c'è dentro di noi: non è solo in alcuni di noi, è in tutti noi!
Se noi lasciamo la nostra Luce splendere, inconsciamente diamo alle altre persone il permesso di fare lo stesso.
Appena ci liberiamo dalla nostra paura, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.»



domenica 29 gennaio 2023

Vite rubate













Inizio a non percepire più il senso.
Inizio ad avvertire il silenzio.
Lungo la strada perdiamo le persone che più abbiamo amato,
quelle che davvero contano,
quelle che hanno guidato i nostri passi
e riscaldato il nostra anima.
Le loro voci continuano a risuonarci dentro,
ogni volta più profonde,
ci rincorrono in ogni angolo della nostra esistenza,
senza pietà,
senza la possibilità di cambiare una parola sbagliata,
senza poter rimediare ad un errore,
senza un ultimo abbraccio di pace.
Se il senso della Vita è viverla,
in un mondo che ha perso la ragione,
la Vita è una corsa in cui tutti ti percuotono ad ogni angolo
illudendoti che i raggi di sole siano tepore
e le notti buie, l'ombra delle stelle.
Le mete sono traguardi per lo più irraggiungibili,
e le vittorie evanescenti.
La Vita continua a scivolarti tra le dita
e tu continui ad esistere soltanto.
Inizio a non percepire più il senso.
Inizio ad avvertire l'imbroglio.
Inizio a sentire freddo.

venerdì 13 gennaio 2023

«Non vi rassegnate a questo! Ribellatevi! Osate cambiare, cercate nuove strade!»


Oggi un'allieva, inavvertitamente mi ha fatto lo sgambetto e sono finito lungo disteso per terra, cercando di salvare la cassetta dei cellulari dei miei allievi, che stringevo in braccio.

Una botta sul ginocchio a cui, sul momento, non ho dato importanza, anche se dopo qualche ora il dolore si è fatto sentire.

MA NON é QUESTO IL PUNTO.

Al momento della caduta era presente tutta la classe ammassata alla porta dell'aula in attesa che io l'aprissi.
La reazione di tutti è stata: RIDERE.
Nessuno che si sia preoccupato di aiutarmi a rialzarmi.
Solo dopo che l'ho chiesto qualcuno mi ha tenuto la cassetta dei cellulari che ancora stringevo scrupolosamente a me e solo un'allieva rimasta indietro, dopo che tutti se ne sono andati tra l'ilarità generale, ha abbozzato «tutto Ok, prof?».

 Il nostro compito è individuare le cause e scardinarle, prima che sia troppo tardi. Purtroppo è almeno un trentennio che si corre verso il disastro, fischiettando.
Oggi iniziamo a percepire il muro che ci attende alla fine della corsa impazzita, se non abbiamo il coraggio, la consapevolezza e la determinazione di cambiare rotta.
Purtroppo i macchinisti stanno gonfiando la caldaia di carbone e hanno i mezzi per saltare dal treno, quando lo riterranno troppo pericoloso.

Anche la tecnologia ha una grande fetta di responsabilità, ma dietro ad ogni bit c'è la mente umana che ha perso il senso della misura e dell'utilità sociale, avida solo di potere e denaro.
Il risultato sono giovani tecnodipendenti, che stanno perdendo progressivamente le competenze manuali, le abilità neurologiche e le basi fondamentali della vita sociale ed empatica.
Un disastro annunciato, che una società opulenta e irretita dall'ostentata brama di comodità, non ha saputo prevenire e arrestare.

In questi ultimi anni hanno testato con successo la remissività dei popoli e il prossimo futuro sarà all'insegna di nuovi e più invasivi attacchi ai diritti umani e sociali, con l'unico scopo di mantenere e aumentare i privilegi di pochi sulle masse narcotizzate da armi di distrazione, ben rodate ed efficaci.
Mi dispiace per i miei figli e per tutti i giovani che dovranno affrontare un mondo dispotico, privi della memoria storica che li aiuti a comprendere quanto di malvagio gli verrà inflitto e depauperati della capacità critica che li renderà fieri di sostenere i propri carnefici.

La speciazione verso nuove forme di comunità e di socialità sarà l'unica salvezza.

«Molti uomini hanno vita di quieta disperazione. Non vi rassegnate a questo! Ribellatevi! Osate cambiare, cercate nuove strade!» Prof. Keating



martedì 13 dicembre 2022

2009 (Le cicale e le stelle) - Lucio Dalla




Chi l'avrebbe detto mai che per essere felici
bastava stare un poco senza amore.

O non pensarci più ma guardarlo freddamente
come uno che non vede e che non sente, sente

Bloccando il malcontento degli organi vitali
si riesce a teorizzare all'infinito
non ci si tocca mai nemmeno con un dito
nosì si va tranquilli tra la gente

Ormai ci si abbandona solo ai calcoli perfetti
al football e alla noia degli oggetti
non ci si ferma più non si muore veramente
al brivido sottile di due occhi, 
di due occhi mescolati tra la gente

Noi nel silenzio della notte
ci fermiamo ed ascoltiamo le cicale delle stelle

Noi volevamo avere tutto, tutto quanto calcolato
fino a quando abbiam perduto anche il tempo per un bacio
le lenzuola scompigliate, i silenzi telefonici
le promesse bisbigliate.

Senti io ti parlo ma non mi senti
Urlo forte ma non mi senti
Se muoio tu non mi senti
Ecco vedi siamo soli nel silenzio della notte
a guardare, ad ascoltare le cicale delle stelle

Chi l'avrebbe detto mai non riesco più a vederti
Son passati già degli anni e non telefoni
Chissà se ci sei più, se esisti veramente
Brivido sottile di due occhi mescolati tra la gente

Noi volevamo avere tutto, tutto quanto calcolato
fino a quando abbiam perduto anche il tempo per un bacio
le lenzuola scompigliate, i silenzi telefonici
le promesse bisbigliate

Senti io ti parlo ma non mi senti
Urlo forte ma non mi senti
Se io muoio tu non mi senti
Ecco vedi siamo soli
Nel silenzio della notte, nel silenzio della notte
a guardare, ad ascoltare a guardare, ad ascoltare
Nel silenzio della notte, ...



mercoledì 14 settembre 2022

OMAGGIO AI NON VACCINATI: il messaggio del generale Christian Blanchon






«Sono lì, al tuo fianco, sembrano normali, ma sono dei supereroi.

Anche se fossi completamente vaccinato, ammirerei i non vaccinati per aver resistito alla più grande pressione che abbia mai visto, anche da parte di coniugi, genitori, figli, amici, colleghi e medici.

Le persone che sono state capaci di tale personalità, di tale coraggio e di tale capacità critica incarnano senza dubbio il meglio dell'umanità.

Si trovano ovunque, in tutte le età, livelli di istruzione, paesi e opinioni.

Sono di un tipo particolare; questi sono i soldati che ogni esercito di luce desidera avere nei suoi ranghi.

Sono i genitori che ogni bambino desidera avere e i figli che ogni genitore sogna di avere.

Sono esseri al di sopra della media delle loro società, sono l'essenza dei popoli che hanno costruito tutte le culture e conquistato orizzonti.

Sono lì, al tuo fianco, sembrano normali, ma sono dei supereroi.

Hanno fatto quello che altri non potevano, sono stati l'albero che ha resistito all'uragano degli insulti, delle discriminazioni e dell'esclusione sociale.

E lo hanno fatto perché pensavano di essere soli e credevano di essere soli.

Esclusi dalle tavole di Natale delle loro famiglie, non hanno mai visto niente di così crudele. 

Hanno perso il lavoro, hanno lasciato che le loro carriere affondassero, non avevano più soldi... ma non gli importava. 

Subirono incommensurabili discriminazioni, denunce, tradimenti e umiliazioni... ma continuarono.

Mai prima d'ora nell'umanità c'è stato un tale casting, ora sappiamo chi sono i resistenti sul pianeta Terra.

Donne, uomini, vecchi, giovani, ricchi, poveri, di tutte le razze e di tutte le religioni, i non vaccinati, gli eletti dell'arca invisibile, gli unici che sono riusciti a resistere quando tutto è crollato.

Siete voi ad aver superato un test inimmaginabile che molti dei marines, commando, berretti verdi, astronauti e geni più duri non sono riusciti a superare.

Siete fatti della stoffa dei più grandi mai vissuti, quegli eroi nati tra uomini comuni che brillano nell'oscurità.

Christian Blanchon, generale dell'esercito francese.»

fonte: Medias Presse - Réseau International

venerdì 19 agosto 2022

Umanità corrotta



Questo, come tanti altri che incontri per strada, al supermercato, nei boschi, in spiaggia, da sole in macchina, sono il frutto scientemente cercato,  rigorosamente perseguito e meticolosamente attuato di una strategia decennale di distruzione della cultura, dell'intelletto e della razionalità, perpetrato dall'uomo sull'uomo, con l'obiettivo di annichilire, depauperare e sottomettere il genere umano al potere politico e finanziario di una élite che fin dal secondo dopoguerra del secolo scorso, non si è mai rassegnata alla Democrazia, all'Umanità, al Libero arbitrio e alla capacità di autodeterminazione dell'Uomo e dei popoli.

Il risultato è ciò che rappresenta questa, come tante altre persone che incontriamo quotidianamente: il totale, incondizionato asservimento, privo di capacità critica e in preda alla totale dissonanza cognitiva e alla paura irrazionale.

Prima di ogni altra esigenza, occorre recuperare l'Uomo, la Cultura, i Valori e la Consapevolezza.

Il tempo stringe e la corruzione delle coscienze è dilagante.

giovedì 7 luglio 2022

I GENITORI SPAZZANEVE di Marcella Ciapetti (pedagogista)



«Preparano  lo zaino, "scortano” i figli fino al cortile della scuola, provvedono tempestivamente ad una dimenticanza , preparano la merenda, i vestiti da  indossare, la borsa per la palestra, correggono i compiti togliendo agli insegnanti il diritto-dovere di espletare  il loro ruolo. Se assistono ad un litigio tra coetanei intervengono per placare gli animi, affermando quasi sempre che bisogna andare tutti d’accordo, dimenticando o ignorando la legittimità di confronti necessari per conoscersi e conoscere. 

Questi sono solo alcuni esempi che caratterizzano il "genitore spazzaneve". 

Se si provvede  ad ogni necessità dei  figli anche quando potrebbero tranquillamente farlo da soli,  non si fa  altro che privarli della straordinaria opportunità  di conoscersi. Spesso si crede che siano troppo piccoli o che non siano in grado di organizzarsi in maniera sufficientemente funzionale per raggiungere "obiettivi che si vogliono per loro", trascurando totalmente il rispetto per la loro unicità.  Non si riflette quasi mai  sull’importanza di permettere ai ragazzi di fare da soli, sbagliare, cadere, soffrire, rialzarsi, lasciando che la loro strada sia caratterizzata da difficoltà e prove da affrontare. 

Se il percorso è "ripulito" dagli ostacoli, quando impareranno ad affrontarli? Quando potranno scoprire il valore delle proprie risorse e contare su una degna autostima? 

Oggi andiamo tutti troppo di fretta e questo aspetto certo non aiuta. Ma se ci si organizza per tempo, magari a piccoli step, si possono raggiungere buoni risultati. 

I figli hanno il diritto di dimenticare un quaderno e viverne il disagio, sperimentare la sgradevolezza che si prova nel prendere un' insufficienza o un richiamo dall’insegnante, scontrarsi  con gli altri, gestire il proprio tempo e scoprire le conseguenze delle proprie scelte. 

Lasciare che i figli sperimentino le difficoltà non è affatto piacevole perché costringe un genitore ad essere spettatore e non parte integrante della scena, ma sarà anche attraverso un incoraggiante presenza dell'adulto e soprattutto validi esempi da parte delle figure di riferimento,  che i figli potranno arrivare a godere delle  risorse e potenzialità che li contraddistinguono. 

“Quando i genitori fanno troppo per i figli, i figli non faranno abbastanza per se stessi”. (Elbert Hubbard)» 

 - Marcella Ciapetti, Pedagogista - 

sabato 13 novembre 2021

Amate i vostri Vecchi

Alle persone anziane che hanno superato il limite dell'autosufficienza, serve aiuto, ma molto di più serve sentirsi amati, sostenuti e rassicurati che per voi la loro vita abbia avuto un senso.

Non sprecate l'occasione. 

Fatelo subito: domani potrebbe essere troppo tardi!

Il resto della vostra vita vi sarà più lieve.



sabato 6 novembre 2021

Stringere tra le mani l'intera vita di un uomo.

Stringere tra le mani l'intera vita di un uomo.

Ottantasei anni di Vita vissuta tra mille esperienze, difficoltà e momenti felici.

Quanti sogni, quanti pensieri, quante emozioni, quanti ricordi, quante preoccupazioni e quante speranze resteranno segrete e sono andate perse per sempre.

Stringere tra le mani ciò che resta dell'intera vita di un padre, ti ricorda che ogni tua preoccupazione, aspettativa, desiderio un giorno svanirà, se non li saprai concretizzare in una Vita vissuta con coraggio, determinazione, dignità, coerenza e saggezza.

Siamo in questa Vita per godere della grande opportunità di viverla.
Fino in fondo.
Come se ogni giorno fosse l'ultimo.

Questo è stato l'ultimo capitolo del tuo lungo libro, papà.

Lo rileggerò con cura, negli anni che la vita vorrà regalarmi, cercando di imparare ciò che in passato ho ignorato e che il pregiudizio e l'orgoglio mi hanno impedito di ascoltare.

Da oggi iniziamo un nuovo viaggio insieme.

Ciao papà. A domani.


”Nessuno muore sulla Terra finché vive nel cuore di chi resta.”



giovedì 28 ottobre 2021

Voglio assistere alla vecchiaia e alla mia morte - Commiato a papà -


Grazie di cuore a tutti per essere presenti.

Oggi siamo qui per celebrare una vita vissuta che si è spenta e per imparare da essa qualcosa di utile per la nostra.

Se siete qui oggi, è anche perché avete conosciuto in vita mio papà.

Molto probabilmente conoscete bene i suoi difetti ma mi auguro abbiate potuto riconoscere e godere anche dei suoi grandi pregi.

Mio padre era una persona di animo buono, onesta, tenace e caparbia, con una grande fede cristiana e una fervida passione salutistica.

Anche nei periodi di incomprensione, con me è sempre stato amorevole, pronto ad aiutarmi e infondermi positività e forza.

Qualche giorno prima di morire, di notte, a modo suo, si era scritto questo appunto:

«Custodiscimi nel riposo Signore, che possa mantenere la Mente.» lucida.

«Voglio assistere alla vecchiaia e alla mia morte»

«Ho udito e vista, forze a tratti .. e una grande forza di volontà»

«Vado avanti lo stesso ...»

Mio padre amava molto la compagnia, la musica e la montagna e non si dava pace per la sua condizione e per le gambe che non lo reggevano più: ma in queste ultime settimane mi ripeteva spesso che nei suoi sogni era tutto diverso e che questo gli dava una grande speranza.


Ce l'hai fatta, papà: volevi morire a casa tua, in salute, con la mente lucida e senza soffrire.

Fino all'ultimo giorno, con dignità, tenacia e determinazione, hai lottato contro il fisico che inevitabilmente ti abbandonava, contro la solitudine e contro tutte le avversità di questi ultimi mesi.


Non immaginavo che te ne saresti andato così presto

e non sono riuscito a salutarti a dovere.

Non sono riuscito a vedere in tempo oltre la cortina di fumo delle nostre incomprensioni.

Non sono riuscito a dirti che, nonostante tutto, sei stato un grande e buon papà.

Te ne sei andato da solo, tra i sogni, regalandomi il tuo ultimo prezioso insegnamento: 

NON SI MOLLA MAI, contro le avversità, FINO ALLA FINE, con fiducia, operosità e cercando sempre una soluzione!

Se qualcuno di voi ha ancora i genitori, fategli sentire che gli volete bene, nonostante i loro difetti e qualsiasi sia il rapporto che avete con loro.

Mamma e papà sono unici e quando li perdi, a qualsiasi età, resta un vuoto incolmabile.

Non rimandate mai le vostre parole di riconoscenza e di amore: domani potrebbe essere troppo tardi.

Godetevi la loro presenza più possibile e, al più presto, riconciliatevi con loro per ogni parola che li ferisca e vi allontani.

Per questo, abbiate sempre parole e azioni di comprensione, affetto e di sostegno.

Grazie papà. Ti voglio bene. Riposa in pace.









giovedì 3 dicembre 2015

Emozioni che non smettono mai di stupirti


E poi hai la fortuna di essere insegnante e di incrociare le vite di due straordinari ragazzi, che per qualche anno della loro vita vivono e respirano sotto il tuo stesso cielo, nella tua stessa scuola, nella tua stessa aula.
Li vedi crescere, correre e non fermarsi più.
E un giorno te li ritrovi grandi, anzi grandissimi e non smetteresti più di ascoltarli.

Emozioni.


#VirginiaPerbellini #FilippoPerbellini

venerdì 24 maggio 2013

Il muro


Un gran bel muro nuovo, solido e spesso, fatto di mattoni posati con cura e ben ancorati l'uno all'altro con cemento di ottima qualità.

Ti ispira sicurezza, forza, stabilità.

Sei sicuro: niente e nessuno potrà distruggerlo!

Poi un giorno qualcuno lo prende a picconate.
Lo scalfisce, rompe qualche pezzo, ci fa qualche buco.

Pazienza.

Tu raccogli i pezzi con cura e cerchi di rimetterli ognuno al suo posto, con meticolosa dedizione, cercando di farlo tornare come prima. Ma non è più come prima.

Passa un po' di tempo, il muro sembra di nuovo forte e stabile ... ma ecco ancora qualcuno che con una mazza comincia a percuoterlo violentemente.

Saltano tutti i pezzi che avevi risistemato.
Si crea un buco più grande e ne cade un pezzo più grosso.

Pazienza.
Tu raccogli i pezzi e cerchi di rimetterli ognuno al suo posto, con cura, cercando di farlo tornare come prima.

Ma è più difficile.

Ci vuole più tempo.
I pezzi che avevi già sistemato si sono sbriciolati in pezzi ancora più sottili, difficili da sistemare.

Pazienza.

Ci metti più impegno e determinazione. Raccogli con cura tutti i pezzi e risistemi tutto come meglio puoi.

Passa il tempo e quel bel muro che ti ispirava sicurezza, forza e stabilità, adesso ti sembra un po' malconcio, un po' meno solido, quasi traballante .. ma è sempre un bel muro e ti fermi a guardarlo con soddisfazione.

Mentre sei lì che lo guardi, il tempo passa.

Controlli e speri che nessuno se la prenda ancora con lui.
Ma è inevitabile: di nuovo un urto, uno scossone .. sei tu che vai a sbatterci contro.
Non volevi. Ma l'hai urtato. Fragile e posticcio com'era diventato, non può che crollare in mille pezzi.
La pazienza non basta più.

I pezzi sono troppi e troppo sottili per poterlo ricostruire .. ti serve tempo.
Tempo senza che nessuno passi di lì e lo sfiori.
Tempo per ritrovare i pezzi.
Tempo per rimetterli insieme.

Ma ciò che costruisci, non sarà mai più quel gran bel muro nuovo, solido e spesso fatto di mattoni tutti d'un pezzo.

Pazienza.

O te lo fai andare bene così, o inganni la tua vista ...
..o lo scavalchi e riprendi il cammino della tua libertà.


giovedì 7 febbraio 2013

Il Wi-fi nuoce alla salute: non ci voleva molto a capirlo!


Che il Wi-Fi influenzasse negativamente la salute umana è stato reso noto chiaramente da noi medici per la prima volta nel 2002 con l’Appello di Friburgo. Sulla base delle nostre osservazioni ed esperienze ci opponiamo fortemente all’uso in tutto il mondo della comunicazione senza fili indipendentemente dal fatto che si usino campi elettromagnetici pulsati o meno.

Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad un rapido aumento di connessioni wireless (WLAN o Wi-Fi) e questo ci preoccupa molto. Si trovano hot-spot wireless in molte case private, edifici pubblici (scuole, biblioteche, ospedali, alberghi, aeroporti, stazioni ferroviarie), internet caffè e nei luoghi pubblici delle grandi città. I treni passeggeri internazionali sono dotati di Wi-Fi. Le compagnie possono consentire ad altre compagnie o ad uffici di connettersi alla loro rete.

In Germania le reti wireless operano ad una frequenza di circa 2450 MHz e si possono usare frequenze anche tra 5000 e 6000 MHz. In modalità standby, quando non si trasmettono dati, il segnale viene acceso e spento con una frequenza di 10 Hz. In questa stessa frequenza si trovano le onde alfa del cervello. La distanza media dell’utente dall’hot-spot negli ambienti esterni è generalmente di 300 metri, ma sebbene oppongano qualche attenuazione, le pareti lasciano comunque passare le radiazioni.

Il livello di esposizione effettivo in un luogo dipende da vari fattori, compresa la distribuzione dei cosiddetti punti di accesso (trasmettitori), la caratteristiche dello spazio interno (per esempio: effetti di riflettenti o di schermatura delle strutture degli edifici) e la distanza da computer portatili.

Sono stati misurati livelli allarmanti di radiazioni nelle vicinanze di router Wi-Fi, dei punti di accesso Wi-Fi e di computer portatili connessi al Wi-Fi: ad esempio a 2 m di distanza sono stati riportati da W. Maes1 livelli fino a 3.000 ?W/m² , nel 2010 la Ecolog Institute2 ha riscontrato, a 0,2 m da un router Wi-Fi 8,8 V/m = 205,000 ?W/m², da un punto di accesso Wi-Fi, 7,5 V/m = 149,000 ?W / m²; lo studio IMST3 ha misurato 27,000 ?W/m² a 0,5 m di distanza da un computer portatile. Secondo Le Linee Guida della Building Biology Evaluation 4, questi livelli (oltre 1.000 ?W/m²) sono classificati come una “estrema preoccupazione.” 
In presenza di molti utenti (ad esempio, 20 studenti in una classe) i livelli di esposizione sono ancora più alti.
La radiazione da Wi-Fi viene percepita come particolarmente stressante e non sono solo le persone elettrosensibili a dirlo, ma anche persone sane segnalano il loro disagio in presenza di Wi-Fi. Lamentano numerosi sintomi e problemi di salute, in particolare mal di testa, irregolarità cardiaca, difficoltà di concentrazione, nausea e vertigini, stanchezza. Come riportato nell’Appello di Friburgo possono verificarsi anche spasmi muscolari spontanei, astenia e altri sintomi. In considerazione della vasta letteratura scientifica sugli effetti non termici delle radiazioni da cellulare è sorprendente che ci siano solo pochi studi che trattano specificatamente delle radiazioni da Wi-Fi.

Magda Havas: studio inedito 20105
Papageorgiou, C.C. et al. (2011) hanno rilevato, in presenza di Wi-Fi6, ridotta attività elettrica e livello di attenzione nei giovani.
Maganioti, A.E. et al. (2010) hanno osservato che l’attività dell’EEG in giovani donne esposte a radiazioni Wi-Fi si è modificata nel corso di test sulla abilità cognitiva.7
Avendano, C. et al. (2010) hanno dimostrato danni allo sperma quando è stato posto un portatile abilitato alla connessione Wi-Fi vicino ad un soggetto.8
Grigoriev, Y. (2011): dichiarazione generale sugli effetti dei dispositivi di comunicazione senza fili su bambini: in uno studio condotto su bambini di età compresa tra 7 e 12 anni si è osservata una diminuzione di segnali importanti delle loro prestazioni cerebrali.9
Avvertenze sulle radiazioni da Wi-Fi sono state pronunciate da anni, ad esempio da :
2003: Swisscom ha sviluppato un dispositivo Wi-Fi che consente di disattivare il segnale ad impulsi di 10 Hz in modalità di attesa. Nel fascicolo di brevetto (pubblicato 2004), Swisscom ha indicato, come ragionevole, per la domanda di brevetto, che il materiale genetico può essere danneggiato a causa di effetti non termici.10
2006: Il distretto scolastico di Francoforte sul Meno respinge l’uso di Wi-Fi nelle scuole su sollecitazione del Sindacato dei Lavoratori dell’Educazione e della Scienza.11
2007: Il governo federale di Germania raccomanda di evitare l’uso di Wi-Fi.12 La Commissione della Pubblica Istruzione e protezione dei consumatori del Parlamento bavarese raccomanda che le scuole preferiscano le soluzioni cablate piuttosto che quelle wireless.13
2007: La città di Parigi disattiva la connessione Wi-Fi appena installata nelle sue librerie dopo denunce presentate dagli impiegati.14
2008: L’unione degli insegnanti nel Regno Unito mette in guardia contro l’installazione di Wi-Fi nelle scuole.15
2009: L’Ufficio Federale per la Protezione dalle Radiazioni della Germania: “Le fonti più potenti di radiazioni elettromagnetiche in case private sono i telefoni cellulari, telefoni cordless DECT e Wi-Fi. Per motivi precauzionali, si raccomanda ai consumatori di usare il telefono cellulare il meno possibile e preferire il telefono fisso cablato.16
2009: La città francese di Hérouville-St.Claire decide di rimuovere la connessione Wi-Fi dalle scuole; la decisione si basa sul principio di precauzione.17
Giugno 2012: Yuri Grigoriev del Comitato Nazionale Russo per Le Radiazioni Non Ionizzanti (RNCNIRP) dice che le radiazioni emesse dalle reti wireless, telefoni cellulari, e ripetitori sono un pericolo per la salute dei bambini; l’OMS e le agenzie sanitarie nazionali devono regolamentarle.18
Sono state emesse avvertenze sulle reti wireless e le richieste di persone esposte a queste radiazioni sono state accolte e le reti rimosse e non sono state etichettate, come spesso accade quando si segue la raccomandazione dell’OMS,19 come persone con problemi psicologici. Ci sono sufficienti prove scientifiche di ricercatori indipendenti che indicano gli effetti dannosi delle tecnologie wireless.20
Per motivi precauzionali, noi medici consigliamo vivamente di rinunciare all’uso delle applicazioni wireless. Sebbene spesso considerate innocue, tecnologie come la Power Line (PLC) o la dLAN non rappresentano delle alternative al Wi-Fi perché utilizzano la rete elettrica di un edificio per trasmettere dati e, così, l’intero cablaggio elettrico della casa con la rete di cavi, le lampade e tutte le altre apparecchiature elettroniche emetterà – a livelli di potenza inferiori di una rete Wi-Fi – delle onde radio e, nel campo vicino, ci saranno un campo elettrico e uno magnetico, alla cui esposizione gli occupanti dell’edificio non potranno sottrarsi.21
I bambini, le persone malate, i disabili, e gli anziani, sono particolarmente a rischio a causa dei campi elettromagnetici. I bambini, dal momento che i loro corpi e cervelli sono ancora in via di sviluppo, sono particolarmente sensibili alle condizioni ambientali non fisiologiche. Esplicando la loro gioia di scoprire e seguendo il loro istinto del gioco, i bambini percepiscono questi dispositivi elettronici senza fili come un attraente giocattolo, completamente ignari di qualsiasi rischio. Come genitori e tutori, abbiamo la responsabilità di tutelare i bambini che rappresentano il nostro futuro.
Si consiglia pertanto di rinunciare all’uso del Wi-Fi scegliendo invece soluzioni cablate, sicuramente a casa così come nelle scuole e nelle scuole dell’infanzia, insomma, in tutti i luoghi in cui i bambini trascorrono lunghi periodi di tempo.

Riferimenti Bibliografici
1 Maes, W. , 2009 in http://www.maes.de/9 WLAN/maes.de ZITATE WLAN.pdf, p.3
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