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mercoledì 14 settembre 2022

OMAGGIO AI NON VACCINATI: il messaggio del generale Christian Blanchon






«Sono lì, al tuo fianco, sembrano normali, ma sono dei supereroi.

Anche se fossi completamente vaccinato, ammirerei i non vaccinati per aver resistito alla più grande pressione che abbia mai visto, anche da parte di coniugi, genitori, figli, amici, colleghi e medici.

Le persone che sono state capaci di tale personalità, di tale coraggio e di tale capacità critica incarnano senza dubbio il meglio dell'umanità.

Si trovano ovunque, in tutte le età, livelli di istruzione, paesi e opinioni.

Sono di un tipo particolare; questi sono i soldati che ogni esercito di luce desidera avere nei suoi ranghi.

Sono i genitori che ogni bambino desidera avere e i figli che ogni genitore sogna di avere.

Sono esseri al di sopra della media delle loro società, sono l'essenza dei popoli che hanno costruito tutte le culture e conquistato orizzonti.

Sono lì, al tuo fianco, sembrano normali, ma sono dei supereroi.

Hanno fatto quello che altri non potevano, sono stati l'albero che ha resistito all'uragano degli insulti, delle discriminazioni e dell'esclusione sociale.

E lo hanno fatto perché pensavano di essere soli e credevano di essere soli.

Esclusi dalle tavole di Natale delle loro famiglie, non hanno mai visto niente di così crudele. 

Hanno perso il lavoro, hanno lasciato che le loro carriere affondassero, non avevano più soldi... ma non gli importava. 

Subirono incommensurabili discriminazioni, denunce, tradimenti e umiliazioni... ma continuarono.

Mai prima d'ora nell'umanità c'è stato un tale casting, ora sappiamo chi sono i resistenti sul pianeta Terra.

Donne, uomini, vecchi, giovani, ricchi, poveri, di tutte le razze e di tutte le religioni, i non vaccinati, gli eletti dell'arca invisibile, gli unici che sono riusciti a resistere quando tutto è crollato.

Siete voi ad aver superato un test inimmaginabile che molti dei marines, commando, berretti verdi, astronauti e geni più duri non sono riusciti a superare.

Siete fatti della stoffa dei più grandi mai vissuti, quegli eroi nati tra uomini comuni che brillano nell'oscurità.

Christian Blanchon, generale dell'esercito francese.»

fonte: Medias Presse - Réseau International

giovedì 7 luglio 2022

I GENITORI SPAZZANEVE di Marcella Ciapetti (pedagogista)



«Preparano  lo zaino, "scortano” i figli fino al cortile della scuola, provvedono tempestivamente ad una dimenticanza , preparano la merenda, i vestiti da  indossare, la borsa per la palestra, correggono i compiti togliendo agli insegnanti il diritto-dovere di espletare  il loro ruolo. Se assistono ad un litigio tra coetanei intervengono per placare gli animi, affermando quasi sempre che bisogna andare tutti d’accordo, dimenticando o ignorando la legittimità di confronti necessari per conoscersi e conoscere. 

Questi sono solo alcuni esempi che caratterizzano il "genitore spazzaneve". 

Se si provvede  ad ogni necessità dei  figli anche quando potrebbero tranquillamente farlo da soli,  non si fa  altro che privarli della straordinaria opportunità  di conoscersi. Spesso si crede che siano troppo piccoli o che non siano in grado di organizzarsi in maniera sufficientemente funzionale per raggiungere "obiettivi che si vogliono per loro", trascurando totalmente il rispetto per la loro unicità.  Non si riflette quasi mai  sull’importanza di permettere ai ragazzi di fare da soli, sbagliare, cadere, soffrire, rialzarsi, lasciando che la loro strada sia caratterizzata da difficoltà e prove da affrontare. 

Se il percorso è "ripulito" dagli ostacoli, quando impareranno ad affrontarli? Quando potranno scoprire il valore delle proprie risorse e contare su una degna autostima? 

Oggi andiamo tutti troppo di fretta e questo aspetto certo non aiuta. Ma se ci si organizza per tempo, magari a piccoli step, si possono raggiungere buoni risultati. 

I figli hanno il diritto di dimenticare un quaderno e viverne il disagio, sperimentare la sgradevolezza che si prova nel prendere un' insufficienza o un richiamo dall’insegnante, scontrarsi  con gli altri, gestire il proprio tempo e scoprire le conseguenze delle proprie scelte. 

Lasciare che i figli sperimentino le difficoltà non è affatto piacevole perché costringe un genitore ad essere spettatore e non parte integrante della scena, ma sarà anche attraverso un incoraggiante presenza dell'adulto e soprattutto validi esempi da parte delle figure di riferimento,  che i figli potranno arrivare a godere delle  risorse e potenzialità che li contraddistinguono. 

“Quando i genitori fanno troppo per i figli, i figli non faranno abbastanza per se stessi”. (Elbert Hubbard)» 

 - Marcella Ciapetti, Pedagogista - 

lunedì 27 aprile 2020

Addio Giulietto Chiesa: un uomo giusto, un uomo libero.

Un colpo al cuore e un pugno nello stomaco.
Una di quelle notizie che non vorresti mai sentire.

L'Italia ha perso uno dei suoi più grandi, lucidi e integerrimi giornalisti e uomini di Cultura.
Una delle poche luci che illuminano le tenebre dell'Informazione e del mainstream.

Da oggi, senza Giulietto Chiesa, siamo tutti più soli e in pericolo.

Dopo Terzani uno dei più straordinari giornalisti che l'Italia non si meritava.


Addio Giulietto. 

Grazie per il tuo coraggioso e contagioso intelletto: per la strada che hai tracciato. 
Nessuno sarà in grado di sostituirti, ma ciò che hai lasciato è amore per la Verità a prescindere dagli interessi di bottega.

Un Maestro. 
Un Gigante.


martedì 10 gennaio 2017

Punto di non ritorno – Before the Flood

Punto di non ritorno – Before the Flood, il documentario di Leonardo DiCaprio sul riscaldamento globale e sui suoi effetti sulla Terra è disponibile per tutti.

Girato in collaborazione con il National Geographic, Before the Flood ha un solo protagonista: Leonardo DiCaprio che gira il mondo per capire e raccontare come il pianeta si sta riscaldando, quali sono le cause dei cambiamenti climatici e che cosa possiamo fare per arrestare questo processo.

Leonardo DiCaprio è molto attento ai temi del riscaldamento globale (ne ha fatto il fulcro del discorso di ringraziamento per l'Oscar) e ha impiegato 3 anni per girare questo film: un ottimo tentativo per sensibilizzare tutti sull'impatto devastante del cambiamento climatico sul nostro pianeta.

Da vedere.


  Trailer:

  


Versone Italiana:
 

martedì 1 settembre 2015

FATEMI CAPIRE


LA NOTIZIA DEL GIORNO è che dopo decenni in cui gli scienziati di tutto il mondo ci mettono in guardia sugli effetti negativi dell'uso di fonti di energia fossile per la sopravvivenza del nostro Pianeta, dopo che recentemente anche due dei più potenti personaggi del nostro tempo (Papa e Obama), hanno palesato tutta la loro preoccupazione per il destino del nostro ecosistema, violentato e abusato per decenni dallo scempio delle multinazionali del petrolio, che hanno sovvertito letteralmente abitudini, equilibri geo-politici, perpetrato abusi sul territorio e sulle popolazioni che abitavano zone ricche di giacimenti, costringendole all'emigrazione, alla fame o alla morte, alimentato guerre e devastazioni ...
Dopo che migliaia di persone hanno documentato lo scioglimento inesorabile di ghiacciai, innalzamento delle temperature, cataclismi ecologici su tutto il pianeta, attribuendone la responsabilità ai cambiamenti climatici, derivanti dall'aumento di anidride carbonica prodotta dalle attività scellerate dell'uomo, stabilendo una diretta e scientifica connessione tra questi fenomeni e l'uso di fonti di energia fossili (carbone, petrolio e gas) ...

Dopo che sono morti in milioni per inquinamento e uso di sostanze cancerogene o contaminate da prodotti di origine petrolifera, inquinato irreversibilmente ecosistemi marini e terrestri ... 

LA GRANDE SCOPERTA è quella di continuare a trivellare, inquinare e deturpare ancora per chissà quanti decenni ...???

NO, FATEMI CAPIRE!

Ma non dovevamo correre urgentemente ai ripari con fonti rinnovabili, comportamenti responsabili e lungimiranti che garantissero la nostra sopravvivenza su un Pianeta già pronto al coma irreversibile?

LA GRANDE NOTIZIA di oggi è che la "nostra" multinazionale del petrolio, invece di investire in fonti alternative, rinnovabili ed eco-sostenibili, ha continuato a lavorare, per anni sotto i nostri occhi, alla ricerca di altri giacimenti da trivellare e da sfruttare.

OGGI E' UN TRISTE GIORNO per il Pianeta e per la Vita.

Abbiamo piegato nuovamente la testa agli interessi economici di bottega, che arricchiranno per un breve periodo le tasche dei soliti furbetti, che sbandierano il drappo rosso sotto il naso dei politici ciechi e asserviti allo strapotere economico e di chi non vede più in là del proprio naso.

Ciò che più stupisce (ma nemmeno così tanto!) è il coro unanime dei Media e l'indifferenza delle persone che si lasciano abbagliare e abbindolare dall'enfasi di una meschina notizia, senza sobbalzare sulle sedie, senza indignazione, né coscienza e né cuore, intenti solo a guardare il dito anziché la Luna, infervorandosi fino all'omicidio per un pallone che corre su un prato, pagato e rincorso da milionari senza scrupoli, ma non si accorgono che la nostra stessa Vita è messa in pericolo dall'incoscienza e dalla nostra inerzia.

Notizie come quella di oggi sono vere e proprie "armi di distrazione di massa".

Qualcuno una volta disse che "L'uomo è l'unica specie che si estinguerà cosciente di esserne l'artefice".

giovedì 7 febbraio 2013

Il Wi-fi nuoce alla salute: non ci voleva molto a capirlo!


Che il Wi-Fi influenzasse negativamente la salute umana è stato reso noto chiaramente da noi medici per la prima volta nel 2002 con l’Appello di Friburgo. Sulla base delle nostre osservazioni ed esperienze ci opponiamo fortemente all’uso in tutto il mondo della comunicazione senza fili indipendentemente dal fatto che si usino campi elettromagnetici pulsati o meno.

Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad un rapido aumento di connessioni wireless (WLAN o Wi-Fi) e questo ci preoccupa molto. Si trovano hot-spot wireless in molte case private, edifici pubblici (scuole, biblioteche, ospedali, alberghi, aeroporti, stazioni ferroviarie), internet caffè e nei luoghi pubblici delle grandi città. I treni passeggeri internazionali sono dotati di Wi-Fi. Le compagnie possono consentire ad altre compagnie o ad uffici di connettersi alla loro rete.

In Germania le reti wireless operano ad una frequenza di circa 2450 MHz e si possono usare frequenze anche tra 5000 e 6000 MHz. In modalità standby, quando non si trasmettono dati, il segnale viene acceso e spento con una frequenza di 10 Hz. In questa stessa frequenza si trovano le onde alfa del cervello. La distanza media dell’utente dall’hot-spot negli ambienti esterni è generalmente di 300 metri, ma sebbene oppongano qualche attenuazione, le pareti lasciano comunque passare le radiazioni.

Il livello di esposizione effettivo in un luogo dipende da vari fattori, compresa la distribuzione dei cosiddetti punti di accesso (trasmettitori), la caratteristiche dello spazio interno (per esempio: effetti di riflettenti o di schermatura delle strutture degli edifici) e la distanza da computer portatili.

Sono stati misurati livelli allarmanti di radiazioni nelle vicinanze di router Wi-Fi, dei punti di accesso Wi-Fi e di computer portatili connessi al Wi-Fi: ad esempio a 2 m di distanza sono stati riportati da W. Maes1 livelli fino a 3.000 ?W/m² , nel 2010 la Ecolog Institute2 ha riscontrato, a 0,2 m da un router Wi-Fi 8,8 V/m = 205,000 ?W/m², da un punto di accesso Wi-Fi, 7,5 V/m = 149,000 ?W / m²; lo studio IMST3 ha misurato 27,000 ?W/m² a 0,5 m di distanza da un computer portatile. Secondo Le Linee Guida della Building Biology Evaluation 4, questi livelli (oltre 1.000 ?W/m²) sono classificati come una “estrema preoccupazione.” 
In presenza di molti utenti (ad esempio, 20 studenti in una classe) i livelli di esposizione sono ancora più alti.
La radiazione da Wi-Fi viene percepita come particolarmente stressante e non sono solo le persone elettrosensibili a dirlo, ma anche persone sane segnalano il loro disagio in presenza di Wi-Fi. Lamentano numerosi sintomi e problemi di salute, in particolare mal di testa, irregolarità cardiaca, difficoltà di concentrazione, nausea e vertigini, stanchezza. Come riportato nell’Appello di Friburgo possono verificarsi anche spasmi muscolari spontanei, astenia e altri sintomi. In considerazione della vasta letteratura scientifica sugli effetti non termici delle radiazioni da cellulare è sorprendente che ci siano solo pochi studi che trattano specificatamente delle radiazioni da Wi-Fi.

Magda Havas: studio inedito 20105
Papageorgiou, C.C. et al. (2011) hanno rilevato, in presenza di Wi-Fi6, ridotta attività elettrica e livello di attenzione nei giovani.
Maganioti, A.E. et al. (2010) hanno osservato che l’attività dell’EEG in giovani donne esposte a radiazioni Wi-Fi si è modificata nel corso di test sulla abilità cognitiva.7
Avendano, C. et al. (2010) hanno dimostrato danni allo sperma quando è stato posto un portatile abilitato alla connessione Wi-Fi vicino ad un soggetto.8
Grigoriev, Y. (2011): dichiarazione generale sugli effetti dei dispositivi di comunicazione senza fili su bambini: in uno studio condotto su bambini di età compresa tra 7 e 12 anni si è osservata una diminuzione di segnali importanti delle loro prestazioni cerebrali.9
Avvertenze sulle radiazioni da Wi-Fi sono state pronunciate da anni, ad esempio da :
2003: Swisscom ha sviluppato un dispositivo Wi-Fi che consente di disattivare il segnale ad impulsi di 10 Hz in modalità di attesa. Nel fascicolo di brevetto (pubblicato 2004), Swisscom ha indicato, come ragionevole, per la domanda di brevetto, che il materiale genetico può essere danneggiato a causa di effetti non termici.10
2006: Il distretto scolastico di Francoforte sul Meno respinge l’uso di Wi-Fi nelle scuole su sollecitazione del Sindacato dei Lavoratori dell’Educazione e della Scienza.11
2007: Il governo federale di Germania raccomanda di evitare l’uso di Wi-Fi.12 La Commissione della Pubblica Istruzione e protezione dei consumatori del Parlamento bavarese raccomanda che le scuole preferiscano le soluzioni cablate piuttosto che quelle wireless.13
2007: La città di Parigi disattiva la connessione Wi-Fi appena installata nelle sue librerie dopo denunce presentate dagli impiegati.14
2008: L’unione degli insegnanti nel Regno Unito mette in guardia contro l’installazione di Wi-Fi nelle scuole.15
2009: L’Ufficio Federale per la Protezione dalle Radiazioni della Germania: “Le fonti più potenti di radiazioni elettromagnetiche in case private sono i telefoni cellulari, telefoni cordless DECT e Wi-Fi. Per motivi precauzionali, si raccomanda ai consumatori di usare il telefono cellulare il meno possibile e preferire il telefono fisso cablato.16
2009: La città francese di Hérouville-St.Claire decide di rimuovere la connessione Wi-Fi dalle scuole; la decisione si basa sul principio di precauzione.17
Giugno 2012: Yuri Grigoriev del Comitato Nazionale Russo per Le Radiazioni Non Ionizzanti (RNCNIRP) dice che le radiazioni emesse dalle reti wireless, telefoni cellulari, e ripetitori sono un pericolo per la salute dei bambini; l’OMS e le agenzie sanitarie nazionali devono regolamentarle.18
Sono state emesse avvertenze sulle reti wireless e le richieste di persone esposte a queste radiazioni sono state accolte e le reti rimosse e non sono state etichettate, come spesso accade quando si segue la raccomandazione dell’OMS,19 come persone con problemi psicologici. Ci sono sufficienti prove scientifiche di ricercatori indipendenti che indicano gli effetti dannosi delle tecnologie wireless.20
Per motivi precauzionali, noi medici consigliamo vivamente di rinunciare all’uso delle applicazioni wireless. Sebbene spesso considerate innocue, tecnologie come la Power Line (PLC) o la dLAN non rappresentano delle alternative al Wi-Fi perché utilizzano la rete elettrica di un edificio per trasmettere dati e, così, l’intero cablaggio elettrico della casa con la rete di cavi, le lampade e tutte le altre apparecchiature elettroniche emetterà – a livelli di potenza inferiori di una rete Wi-Fi – delle onde radio e, nel campo vicino, ci saranno un campo elettrico e uno magnetico, alla cui esposizione gli occupanti dell’edificio non potranno sottrarsi.21
I bambini, le persone malate, i disabili, e gli anziani, sono particolarmente a rischio a causa dei campi elettromagnetici. I bambini, dal momento che i loro corpi e cervelli sono ancora in via di sviluppo, sono particolarmente sensibili alle condizioni ambientali non fisiologiche. Esplicando la loro gioia di scoprire e seguendo il loro istinto del gioco, i bambini percepiscono questi dispositivi elettronici senza fili come un attraente giocattolo, completamente ignari di qualsiasi rischio. Come genitori e tutori, abbiamo la responsabilità di tutelare i bambini che rappresentano il nostro futuro.
Si consiglia pertanto di rinunciare all’uso del Wi-Fi scegliendo invece soluzioni cablate, sicuramente a casa così come nelle scuole e nelle scuole dell’infanzia, insomma, in tutti i luoghi in cui i bambini trascorrono lunghi periodi di tempo.

Riferimenti Bibliografici
1 Maes, W. , 2009 in http://www.maes.de/9 WLAN/maes.de ZITATE WLAN.pdf, p.3
2 Neitzke, H.-P., Osterhoff, J., Voigt, H.2010: Gesundheitliche Risiken durch elektromagnetische
Expositionen in AACC-Umgebungen, p.15, http://www.ecologinstitut.
de/fileadmin/user_upload/Publikationen/T_U_Publ/AACCrisk_Report_2010-3_EMF.pdf
3 Bornkessel, C., Wuschek, M., 2005: Immissionsmessungen an WLAN-Szenarien, p. 26
6 Papageorgiou C.C., Hountala C.D. et al.2011.Effects of Wi-Fi signals on the p300 component of
event-related potentials during an auditory m hayling task.in: Journal of Integrative Neuroscience
7 Maganioti A.E., Papageorgiou C.C. et al. 2010. Wi-Fi electromagnetic fields exert gender related
alterations on EEG .6th International Workshop on Biological Effects of Electromagnetic
8 Avendano C. et al. 2010. Use of laptop computers connected to internet through Wi-Fi decreases
human sperm motility and increases sperm DNA
0282/PIIS0015028211026781.pdf
9 Summary of the Russian studies by Grigoriev ,Y. from 2011 at
497684.html
wp=15&typ=V&drsnr=7464&intranet=
16 Welt online 9.1.2009, quoted according to http://www.maes.de/9 WLAN/maes.de ZITATE
WLAN.pdf. p.11
Schlegel, P.: Powerline ist keine Alternative zu WLAN-5, and : Gesundheitsstörungen infolge
Powerline (PLC): Fünf Fallbeispiele, Bürgerwelle-Zeitung, 2/2012: 1-5 and 6-7
Maes, W. Stress durch Strom und Strahlung, 2012: 473-476

venerdì 31 agosto 2012

TRUFFE e-commerce: hightechonline.it


Alla fine ci sono cascato! ... c'è sempre una prima volta! :(

Nonostante sia un informatico e abbia acquistato decine di prodotti in altrettanti siti di e-commerce da diversi anni, la fretta (di solito faccio un controllo approfondito o compro da siti conosciuti), l'eccessiva sicurezza e un sito ben fatto, mi hanno ingannato.

Vi segnalo questo sito di e-commerce:


Il 14/08 ho acquistato un Tv che sembrava un buon affare. Pagato con Paypal.

L'eccessiva permanenza del prodotto nello stato "in partenza" mi ha insospettito e dopo aver sollecitato tramite e-mail ulteriori informazioni, il giorno successivo lo trovo "spedito". (ma guarda che strano!!!)

Controllo il tracking, ma da inesorabilmente errore.
Controllo la Partita IVA: inesistente.
Controllo provo ad inviare un fax: numero non valido.
Provo a telefonare: numero inesistente.
Nel frattempo ho continuato a sollecitare notizie del mio ordine, ma senza alcuna risposta.
Controllo le recensioni sul Web .. e ne trovo solo due su Kelkoo: la prima mette in guardia per una possibile truffa, la seconda (evidentemente dell'entourage del sito) cerca di smentire.
Cerco riferimenti Whois e salta fuori il riferimento di una persona che pare essere il registrante e anche il proprietario del sito:

Nome: Vincenzo Giardiello
Organizzazione: Edil Molise di Vincenzo Giardiello
ContactID: MRDD258779
Indirizzo: via P.N.F. Giampaolo snc
86025 - Ripalimosani (CB) it
Nazionalità: it
Telefono: +39.3392696435
E-Mail: vincenzogiardiello59@libero.it

.. provo a contattarlo direttamente ma ovviamente niente!

Per fortuna ho effettuato il pagamento con PayPal ed ho potuto aprire un "contenzioso" con il fantomatico Sig. Alessandro Armati (alexarmat@gmail.com) che si è intascato fisicamente i miei soldi.
Una contestazione ovviamente l'ho aperta anche con la mia Banca.

Inutile dire che sarò al più presto al Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Veneto - Sezione di Verona - a sporgere denuncia.

Consiglio a tutti coloro che hanno avuto esperienza con questi cialtroni di rivolgersi alla Polizia Postale della propria: un gesto di civile responsabilità contro i furbetti del Web.

ALLA LARGA da questo Sito truffaldino!
MAI ABBASSARE LA GUARDIA!!

domenica 12 agosto 2012

La bimba che regala l’acqua all’Africa

Una dimostrazione di grande sensibilità da parte di una bambina di nove anni che ha scelto di non ricevere regali per il suo compleanno ma di raccogliere fondi per portare l'acqua in diverse zone dell'Africa


"Sto per compiere 9 anni. Ho scoperto che molte persone non riescono a festeggiare il loro quinto compleanno perché non hanno acqua"
Così scriveva Rachel Beckwith poco più di un anno fa, qualche giorno prima di spegnere le sue nove candeline. Tutto quello che avrebbe voluto per festeggiare quel giorno speciale era riuscire ad aiutare le popolazioni africane a combattere il problema della siccità.
Rachel si era davvero presa a cuore il problema, tanto da decidere di non chiedere regali per il suo compleanno. Per l’occasione la bambina ha deciso di aprire una raccolta fondi da devolvere a favore di questa nobile causa e, aiutata dalla mamma, si era posta l’obietivo di raggiungere un totale di 300 dollari.
In realtà il progetto ha raggiunto cifre ben maggiori sfiorando in poche settimane 1,2 milioni di dollari.
La piccola però non è riuscita a vedere realizzato il suo sogno: è rimasta vittima di un tragico incidente in autostrada mentre era in auto con la mamma e la sorellina minore Sienna.
A portare a termine il progetto della bimba ci hanno pensato i genitori che si sono recati nel nord dell’Etiopia per visitare i pozzi costruiti con i fondi raccolti dalla campagna online voluta da Rachel.

Un anno dopo la sua morte, il papà Paul è tutt’ora sorpreso di come la storia di sua figlia abbia toccato i cuori di tanti sconosciuti:
"Tutti i bambini attendono con ansia il momento di scartare i regali di compleanno o di Natale. Lei però ha capito che non le mancava nulla, che aveva già tutto quello di cui aveva bisogno. È incredibile che sia riuscita a pensarlo a soli 9 anni"
Rachel però, già in passato aveva dimostrato la sua sensibilità: a scuola aveva donato tutti i suoi capelli a un’associazione che realizzava parrucche per i bambini sottoposti a chemioterapia.
Ora la famiglia di Rachel intende mantenere l’impegno preso dalla piccola e hanno dato vita a una nuova campagna di raccolta fondi in onore della sorella minore di Rachel, Sienna, in occasione del suo terzo compleanno.
Fonte: http://magazine.liquida.it/2012/08/01/la-bimba-che-regala-lacqua-allafrica/

giovedì 1 marzo 2012

Facebook per insegnanti ..ma non solo!


“Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno”. (MT)

Da molti anni cerco di coinvolgere colleghi, amici e allievi nell'uso del web 2.0 e nell'esperienza sociale di un web sempre più coinvolgente, user-friendly e dalle enormi potenzialità creative, informative e di crescita personale. 

L'entusiasmo e la grande passione per questo mezzo, la convinzione che nella condivisione tout court si racchiuda una vera e propria crescita della persona a tutto tondo, ha scalfito solo di rado i preconcetti, le abitudini e le paure derivanti dall'inesperienza, dall'incompetenza e dalla scarsa dimestichezza con gli strumenti tecnologici, delle persone a cui ho offerto un'opportunità di crescita in tal senso.
Una paura alimentata da una cultura pre-tecnologica dura a morire, oltre che dal clima di terrorismo mediatico che, negli ultimi anni, hanno pervaso un mainstream sempre più arroccato su interessi di bottega, per nulla lungimiranti e a favore del bene comune.
I continui tentativi di imbavagliare la rete da parte di molte istituzioni, politiche e non, ne sono solo l'evidente avanguardia.

Ho dovuto assistere spesso ad incontri e conferenze dove veniva prepotentemente veicolata la disinformazione, la demagogia e solo gli aspetti negativi di uno strumento che poco o nulla ha a che vedere con i comportamenti delittuosi, del tutto irrisori, anche se non meno deplorevoli, di talune persone, rispetto agli enormi vantaggi, potenzialità ed esempi  costruttivi di uso intelligente e socialmente proficuo di internet, volontariamente sottaciuti.

Siamo figli del nostro tempo e della politica del terrore che mantiene i popoli in uno stato di perenne coma farmacologico.

Bisogna ammettere che anche la maggior parte delle istituzioni scolastiche (specie italiane) hanno fatto la loro parte, ingannate e ingessate in uno schema di formazione arcaico, che non tiene conto della sete di una Informazione e dell'arricchente necessità di esplorare nuovi modi di imparare, di comunicare e di socializzare, specie dei giovani, da sempre più disponibili ad uscire dagli schemi e dai fardelli preconfezionati.


L'Italia poi, non brilla certo di primati in fatto di informazione, informatizzazione e diffusione della banda larga.

Anche in questo, in altre parti del mondo, hanno riconosciuto nell'informatizzazione un diritto socialmente garantito e sviluppando perciò la ricerca e l'applicazione di nuove metodologie e tecnologie che ci forniscono esempi e strumenti di riflessione di grandissimo interesse, tracciando al contempo una voragine culturale difficilmente recuperabile.

Inizio qui un percorso di diffusione un documento molto interessante, realizzato da tre esperti americani del settore, che forniscono finalmente una visione più coerente e completa di quello che potrebbe rivelarsi una strategia vincente per svecchiare i metodi di apprendimento e di condivisione della cultura all'interno delle agenzie educative e formative.



Facebook per Insegnanti
Linda Fogg Phillips, Derek Baird, MA, e BJ Fogg, Ph.D.


Gli insegnanti tradizionalmente aiutano i genitori a insegnare ai giovani il giusto comportamento nei confronti degli altri. Ora, con l'esplosione dei social media, gli insegnanti possono affrontare con i giovani un discorso più ampio sulla cittadinanza digitale e il comportamento online. La Sezione 4 spiegherà il significato della cittadinanza digitale. Gli insegnanti hanno la possibilità di insegnare ai giovani a usare Internet in modo sicuro, etico e responsabile.
Oggi Facebook gioca un ruolo importante nella vita di milioni di studenti. Viene spontaneo porsi la domanda: "È un bene o un male per gli insegnanti?"

Come voi, anche noi abbiamo sentito notizie che sollevano domande sull'abuso delle tecnologie digitali, compresi i siti di social networking. È comprensibile che diffidiate del modo in cui i social media stanno influenzando gli studenti o che vi sentiate preoccupati per il modo in cui la nuova tecnologia sta cambiando la classe. Potreste chiedervi se esiste un modo per incanalare l'entusiasmo degli studenti verso siti come Facebook per raggiungere i vostri scopi educativi.

Ci sono buone notizie su questo fronte: Facebook può migliorare l'apprendimento non solo all'interno della classe, ma anche al di fuori. Il modo per ottenere questo risultato potrebbe non essere tanto ovvio: ecco perché abbiamo creato questa guida. Nelle pagine che seguono vedremo i sette modi in cui è possibile utilizzare Facebook in modo efficace nell'insegnamento e nell'apprendimento.

Sappiamo che oggi è difficile essere un insegnante. La nostra speranza è alleggerire il peso rappresentato dalla nuova tecnologia offrendo spiegazioni chiare sull'uso di Facebook per l'insegnamento. Riteniamo che le informazioni riportate in questa guida possano aiutarvi a trasformare le sfide dei social media in opportunità per voi e per i vostri studenti.

7 modi in cui gli insegnanti possono usare Facebook
1. Aiutare a sviluppare e rispettare la politica della scuola relativa a Facebook.
2. Incoraggiare gli studenti ad attenersi alle linee guida di Facebook.
3. Restare aggiornati sulle impostazioni di sicurezza e sulla privacy di Facebook.
4. Promuovere una buona cittadinanza nel mondo digitale.
5. Usare le funzioni Pagine e gruppi di Facebook per comunicare con gli studenti e i genitori.
6. Abbracciare gli stili di apprendimento digitali, sociali, mobili e "sempre online" degli studenti del 21° secolo.
7. Usare Facebook come risorsa di sviluppo professionale.

mercoledì 29 febbraio 2012

Facebook per insegnanti: introduzione


La proliferazione delle tecnologie digitali, sociali e mobili ha creato una cultura alla quale i giovani partecipano creando e condividendo contenuti, rivoluzionando così radicalmente le modalità di comunicazione, interazione e apprendimento degli studenti. In molti casi gli studenti passano online, in un ambiente di apprendimento informale (interagendo con i compagni e ricevendo i loro commenti), lo stesso (o più) tempo di quanto ne passino con i loro insegnanti nella classe tradizionale. 

Gli insegnanti di tutto il mondo si stanno rendendo conto dei vantaggi positivi del social networking per l'apprendimento degli studenti e stanno lavorando sulle metodologie per integrarlo nel programma di studi nazionale. Ad esempio, nell'U.S. National Technology Education Plan (Programma didattico tecnologico nazionale negli USA) del 2010, Transforming American Education: Learning Powered by Technology (Trasformare l'insegnamento americano: l'apprendimento potenziato dalla tecnologia), il Dipartimento dell'istruzione americano chiede di "applicare le tecnologie avanzate utilizzate nelle nostre vite quotidiane personali e professionali all'intero sistema educativo per migliorare l'apprendimento degli studenti."

Facebook in classe
Nelle nostre conversazioni con gli insegnanti, è emerso che molti di essi stanno cercando dei modi per capire meglio gli stili digitali emergenti degli studenti. Gli insegnanti sono anche interessati a imparare a integrare Facebook nei loro programmi didattici per arricchire le esperienze educative degli studenti, aumentare la pertinenza dei contenuti e incoraggiare gli studenti a collaborare in modo efficace con i compagni. 

Facebook può fornire agli studenti l'opportunità di presentare efficacemente le loro idee, guidare discussioni online e collaborare. Inoltre, Facebook può aiutare gli insegnanti ad attingere agli stili di apprendimento digitale dei loro studenti. Ad esempio, può facilitare la collaborazione tra studenti e fornire modi innovativi per coinvolgerli nelle materie. 

Riteniamo anche che Facebook possa essere uno strumento potente per collegarsi con i colleghi, condividere contenuti educativi e migliorare la comunicazione tra insegnanti, genitori e ragazzi (questi argomenti saranno spiegati dettagliatamente più avanti). 


I fatti: ragazzi, sicurezza e social networking
Gli insegnanti che vogliono usare Facebook e altri aspetti dei social media devono affrontare la resistenza dei genitori e delle amministrazioni scolastiche, la cui preoccupazione è che gli studenti possano incontrare contenuti inadatti o predatori sessuali onLine. Un modo per aiutare i colleghi a prendere le giuste decisioni sull'accesso degli studenti ai social media può essere quello di condividere con loro le ricerche sui rischi. 

Ad esempio, una ricerca pubblicata sul Journal of the American Psychologist ha scoperto che molte convinzioni sui predatori sessuali presenti sul Web sono esagerate. Lo studio ha rivelato che "lo stereotipo del Predatore' su Internet che si serve di trucchi e violenza per assalire i bambini è in gran parte superficiale". Questo punto di vista è confermato da vari esperti, tra i quali David Finkelhor, direttore del Crimes Against Children Research Center (Centro di ricerca sui crimini contro minori) dell'Università del New Hampshire (www.unh.edu/ccrc/internet-crimes). 

Ancora una volta, ci rendiamo conto che raramente esiste una soluzione adatta a tutti. Incoraggiamo genitori e colleghi ad assumere un approccio all'uso dei social media in classe misurato e basato sui fatti. 

Sviluppo professionale su Facebook
Sappiamo che gli insegnanti lavorano duramente e hanno poco tempo da dedicare allo sviluppo professionale; ecco perché abbiamo collaborato con lo staff di Facebook per fornire una panoramica concisa e accurata delle modalità efficaci di utilizzo di Facebook per l'insegnamento e l'apprendimento. 

Abbiamo anche creato un documento "pratico" separato e copie stampabili disponibili all'indirizzo http://www.FacebookForEducators.com che forniscono suggerimenti di base e istruzioni più dettagliate su come ottenere i maggiori vantaggi didattici dagli strumenti di Facebook.

Affrontiamo senza indugio i sette suggerimenti sull'uso di Facebook nell'istruzione.

lunedì 27 febbraio 2012

Facebook per insegnanti: incoraggiare gli studenti ad attenersi alle linee guida di Facebook


2. Incoraggiare gli studenti ad attenersi alle linee guida di Facebook

Oltre a sviluppare e rispettare la politica della scuola su Facebook, è importante incoraggiare gli studenti ad attenersi alle linee guida di Facebook. Di seguito abbiano evidenziato alcuni punti importanti. 


In che modo Facebook protegge i minori 


Prima di tutto, per potersi registrare su Facebook, le persone devono avere almeno 13 anni di età. Ovviamente, essendo Facebook un'azienda con sede negli USA, rispetta le leggi americane sulla privacy, compreso il Children's OnLine Privacy Protection Act (COPPA) (www. ftc. gov /privacy /coppafaqs shtm). 

Questa legge impone ai siti Web di chiedere l'autorizzazione dei genitori prima di raccogliere informazioni personali sui bambini minori di 13 anni Se risiedete al di fuori degli Stati Uniti, vi consigliamo di informarvi sulle leggi in vigore nel vostro Paese in materia dell'uso di Internet da parte dei ragazzi. 

Per mettere le cose in chiaro, Facebook non raccoglie informazioni dai bambini, anzi proibisce loro di usare il servizio. Se avete studenti minori di 13 anni, non potranno creare un account né accedere a gruppi o Pagine Facebook. 

In quanto azienda, Facebook ha sempre ritenuto che i nomi falsi e le identità nascoste siano una pessima idea nei social network e noi siamo d'accordo. La politica di Facebook impone alle persone che si registrano di usare nomi reali. Riteniamo che ciò sia positivo. La cultura della "vera identità" di Facebook aumenta le probabilità che il sito sia una comunità affidabile di amici, parenti, colleghi e compagni di classe. 


Standard della comunità di Facebook 


Facebook ha definito degli standard per i contenuti in una risorsa online chiamata "Standard della comunità di Facebook" (facebook.com/communitystandards). Vi incoraggiamo a esaminare tali standard e a condividerli con i vostri studenti come parte di una discussione più ampia su un comportamento online corretto. 

Sotto alcuni punti di vista, il numero sempre crescente di utenti di Facebook costituisce la più grande "vigilanza di quartiere" del mondo. In quasi tutte le pagine di Facebook si trovano pulsanti "Segnala". Se gli utenti segnalano contenuti offensivi come foto, ad esempio, un membro del team di sicurezza di Facebook analizzerà la questione e, se necessario, rimuoverà l'oggetto dal sito. Per informazioni su come segnalare una violazione, consultate la Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità di Facebook (facebook.com/terms.php) . 

Incoraggiamo voi e i vostri studenti a segnalare i contenuti offensivi per contribuire a rendere Facebook un luogo sicuro e utile per tutti. Per ulteriori informazioni sulle regole di Facebook e su come risolvere i problemi, visitate il Centro per la sicurezza di Facebook (www.facebook.com/safety).

domenica 26 febbraio 2012

Facebook per Insegnanti: restare aggiornati sulle impostazioni di sicurezza


3. Restare aggiornati sulle impostazioni di sicurezza e sulla privacy di Facebook

L'azione successiva che consigliamo è restare aggiornati sulle impostazioni di sicurezza e sulla privacy di Facebook. 

Una delle priorità di Facebook è dare a tutti il controllo della loro privacy. Ciò contribuisce a creare un ambiente online in cui gli insegnanti, i genitori e gli studenti possano collegarsi e condividere elementi in tutta sicurezza. Vi incoraggiamo ad analizzare le Impostazioni sulla privacy di Facebook (www.facebook. com/settings/?tab=privacy) per capire quali impostazioni siano più adatte a voi e ai vostri studenti. Di seguito spieghiamo alcune questioni importanti. 

Secondo noi, Facebook svolge un buon lavoro nel proteggere la sicurezza e la privacy online di studenti e insegnanti, ma gli strumenti creati a tale scopo da Facebook non possono aiutarvi se non li usate. Ecco perché, nel nostro lavoro di insegnamento e formazione sui social media, dedichiamo molto tempo alla spiegazione dei problemi relativi alla sicurezza e dei modi in cui è possibile utilizzare efficacemente le impostazioni sulla privacy di Facebook.


Esplorazione delle impostazioni sulla privacy di Facebook

Durante la creazione di un account Facebook vengono applicate impostazioni sulla privacy predefinite, diverse per gli adulti e per i minori di 18 anni (ovviamente le impostazioni per i minorenni sono più rigorose; tra breve ne parleremo più approfonditamente). 

Ecco le procedure per personalizzare le impostazioni sulla privacy sia per gli adulti che per i minori: 
  • Selezionate "Account" nell'angolo superiore destro di qualsiasi pagina di Facebook. 
  • Cliccate sulla freccia rivolta verso il basso per aprire il menu a discesa che riporta la voce "Impostazioni sulla privacy" in caratteri blu. 
  • Cliccando su questo elemento si aprirà la pagina "Scegli le tue impostazioni sulla privacy", dove è possibile controllare le informazioni condivise e gli utenti con cui condividerle. 
All'interno delle impostazioni sulla privacy è possibile esaminare o modificare le impostazioni relative a quattro categorie: 

a. Connessione su Facebook 
b. Condivisione su Facebook 
c. Applicazioni e siti Web 
d. Elementi bloccati 

In seguito spiegheremo brevemente ognuna delle quattro categorie. Per ulteriori informazioni e per istruzioni dettagliate, visitate l'indirizzo www.FacebookForEducators.org.


a. Connessione su Facebook 


La sezione "Connessione su Facebook" consente di controllare chi può visualizzare le informazioni presenti nel profilo e la modalità in cui gli altri possono contattarci su Facebook. In questa pagina è possibile usare il comodo strumento "Anteprima del mio profilo", che mostra come verrà visualizzato il profilo dalle persone con cui non si è amici su Facebook, nonché da amici specifici di cui è sufficiente digitare il nome.

b. Condivisione su Facebook 

La sezione "Condivisione su Facebook" contiene nove aree generali che aiutano a indicare chi può accedere alle vostre informazioni e a ciò che condividete. Qui è possibile impostare la privacy su "Tutti", "Amici di amici", "Solo amici", "Consigliata" (l'impostazione predefinita) o "Personalizzata". Consigliamo agli studenti di scegliere l'impostazione "Solo amici". 


c. Applicazioni e siti Web 


Questa sezione controlla le informazioni condivise con le aziende che creano applicazioni su Facebook (ad esempio giochi come Farmville). Controlla inoltre ciò che gli altri siti Web, compresi i motori di ricerca come Google, possono sapere sull'utente. È possibile visualizzare le applicazioni, eliminare quelle che non si desidera utilizzare o disattivare completamente la piattaforma. 


d. Elementi bloccati 


Questa sezione consente di impedire agli altri di interagire con l'utente o di visualizzare le sue informazioni su Facebook. È inoltre possibile scegliere di ignorare gli inviti all'uso di applicazioni da parte di amici specifici, nonché visualizzare un elenco di applicazioni e di persone a cui avete impedito di accedere alle vostre informazioni e di contattarvi. 

Impostazioni sulla privacy speciali per gli studenti e altri minori 

La maggior parte della gente non si rende conto che le impostazioni sulla privacy di Facebook funzionano in modo diverso per i minori di 18 anni. Quando si naviga nel profilo di adulti e di minori di 18 anni appariranno informazioni di base come nome, immagine del profilo (se pubblicata), sesso e reti. 

Gli adulti e i minorenni appaiono quando le persone li cercano su Facebook, ma i ragazzi al di sotto di 18 anni non hanno un elenco di ricerca pubblico. In altre parole, non è possibile trovare persone minori di 18 anni che usano Facebook cercandole su Google, Bing o altri motori di ricerca. 

Riteniamo che ciò sia positivo. 

Inoltre, per i minorenni, l'impostazione "Tutti" funziona in modo diverso rispetto agli adulti. Quando i minori di 18 armi impostano informazioni come foto o aggiornamenti di stato in modo che siano visibili a "Tutti", le informazioni sono visibili solo ai loro amici, agli amici di amici e alle persone appartenenti alla scuola o alle reti di lavoro a cui hanno aderito, non a tutti coloro che accedono a Facebook. 

Esiste un'altra area con limitazioni correlata alla privacy dei minori di 18 anni, i messaggi di Facebook. Se i minorenni selezionano l'impostazione "Tutti" per "Chi può inviarmi messaggi", ricevono solo i messaggi inviati dai loro amici e dagli amici di amici, non da tutti gli utenti di Facebook, come per gli adulti. 

Esiste un'eccezione all'impostazione "Tutti" per i minorenni, ed è importante che i genitori e gli insegnanti ne conoscano bene la funzione. Gli studenti saranno pubblicamente visibili a tutti gli utenti di Facebook che li cercano all'interno di Facebook se modificano la loro impostazione predefinita e selezionano "Tutti" in queste due aree: "Cercare il tuo nome su Facebook" e "Inviarti richieste di amicizia" (sembra complicato? In realtà non lo è. Per ulteriori informazioni, visitate l'indirizzo www.FacebookForEducators.org). 

Se i minorenni falsificano la loro età quando si registrano a Facebook e immettono un anno di nascita che li identifica come adulti e non come minori sulla base delle informazioni fornite, queste ulteriori impostazioni sulla privacy non verranno attivate. È quindi importante che gli studenti si registrino con l'anno di nascita reale. 

Speriamo che questa spiegazione vi aiuti a capire perché è estremamente importante conoscere le impostazioni sulla privacy. Per vedere un tutorial video che spiega dettagliatamente le impostazioni sulla privacy, visitate l'indirizzo www.FacebookForEducators.org.